TITICACA

19-12-2015

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Scendendo verso Sur su quella che è la via del commercio tra Perú e Bolivia si incontra Puno, cittadone grigio di cemento e asfalto che conta 120000 abitanti. Ha un anima da mercato Puno che non invita certo a fermarsi, se non fosse che si affaccia sul Lago Titicaca. E questo ne fa la seconda città più turistica del Perù.

Puno è il punto di partenza delle escursioni sulle isole di quello che è il lago navigabile più alto al mondo nonché il più esteso del continente sudamericano. Taquile e Ammantanì sono famose per i paesaggi e le rovine delle civiltà Tiwanaku e Inca. Le Uros invece sono isole galleggianti interamente costruite con la totora, canne che crescono abbondanti sulle rive del lago. Gli abitanti intrecciano strati su strati di questo materiale fino a creare piattaforme sulle quali costruiscono le proprie case e conducono una vita fatta di pesca, caccia di uccelli acquatici e commercio con la terraferma. I primi Uros erano una tribù che incominciò a vivere sull’acqua per scampare agli Inca prima e agli invasori spagnoli dopo.

Oggi le Uros rappresentano la maggiore attrazione turistica del Titicaca peruviano e la maggior parte degli abitanti vive di turismo. La visita alle isole più facili da raggiungere da Puno è decisamente deludente, uno scontato tour di quello che sembra essere un set cinematografico, per quanto impressionante, che si anima solo all’arrivo dei visitatori. Se si ingaggia una barca privata invece ci si può far portare un po’ più lontano dove gli abitanti delle isole conducono una vita più autentica.