SANTIAGO y ALLENDE

19-02-2016

Posted from Santiago, Santiago Metropolitan Region, Chile.

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Gli occhiali spezzati e insanguinati di Salvador Allende in mostra al Museo di Storia Nazionale. Purtroppo in ristrutturazione al tempo della visita

 

Entriamo in Chile per la porta principale, Santiago. La metropoli e’ un esempio di modernita’, degna capitale dello stato che oggi e’ il piu’ ricco e stabile del Sud America.

Le Ande fanno da cornice a questa citta’ che ospita oltre cinque milioni di chileni. Non e’ molto estesa ma visitarne il centro non richiede molto tempo. Si passeggia tra laghi viali alberati ai piedi dei grattaceli incontrando qualche bella piezza, interessanti musei e moltissime statue che celbrano eroi sia spagnoli che della indipendenza.

Ma cio’ che Santiago riporta alla mente e’ il ruolo tragico avuto nella storia del continente. Il 3 novembre 1970 sale al potere Salvador Allende, candidato di fede marxista. Subito inizia quella che chiamo’ “la via chilena verso il socialismo” con nazionalizzazioni e politiche sociali che lo resero amatissimo tra i poveri. Dopo tre anni pero’ il paese era piegato da una inflazione galoppante e dalle continue proteste della classe media. L’11 settembre del 1973 con un bombardamento l’esercito chileno, appoggiato dagli Stati Uniti, attacca il Palazzo Presidenziale della Moneda sotto le cui rovine perira’ Allende. Il generale Pinochet salira’ al potere instaurando una dittatura militare tra le piu’ feroci che in diciasette anni provoco’ la sparizione di oltre tremila oppositori politici e l’internamento con tortura di altre decine di migliaia.

Non importa se Salvador Allende sia stato ucciso, come molti credono, e si sia suicidato. Anche se cosi’ fosse lo avrebbe fatto perche’ non aveva piu’ scelta, il che equivale ad omicidio. Di lui rimangono i famosi occhiali spezzati a monito per il mondo intero. Con l’attacco alla Moneda si e’ voluto distruggere quegli occhiali per impedire al popolo di vedere chi e cosa muovesse realmente il golpe. Si e’ affossato un governo che, per quanti difetti contasse, aveva la colpa di eligere come fari illuminanti del suo operato la guistizia e l’equita’ sociale. Questo in nome di una liberta’ che altro non fu che la liberta’ di portare avanti guadagni particolari e mantenere il controllo di un popolo. Per conoscere questa storia piu’ da vicino vi raccomandiamo il Museo della Memoria in Santiago, una visita che scuote.

L’eco nero di questa drammatica storia risuona ancora forte tra i chileni. Ci ritroviamo una sera a cena a casa di coetanei trentenni a Santiago. Si parla di cibo, vino, musica e di come una tipa abbia potuto sposare il suo ex torturatore o il collega di qualcuno sia l’unico sopravvissuto di un gruppo di compagni giustiziati. “Pero’ non ne parla volentieri in pubblico”. E’ doloroso vedere come il terrore lasci cicatrici che dolgono sulla ossa di un popolo.