Peñas

16-07-2017

Posted from La Paz Department, Bolivia.

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Tupac Amaru venne legato braccia e gambe a quattro cavalli. Il generale, mezzo spagnolo mezzo boliviano, dette l’ordine e le bestie partirono in direzioni opposte. L’ultima rivolta del popolo indigeno di Bolivia finí quel giorno del 1780 a Penas.

Penas per secoli ha svolto da crocevia nell’altopiano boliviano. Era posta di cambio cavalli sulla direttiva Nord di La Paz. Divenne ancora piú famosa dopo che qui catturarono e giustiziarono nel 1780 il capo degli indigeni in rivolta che per alcuni anni misero in grave difficoltá la nobiltá erede dei conquistatori spagnoli. Nel XX secolo, complice l’abbassamento del livello del Lago Titicaca e l’avanzare delle tecnologie costruttive, la strada venne spostata piú in basso e Penas tagliata fuori per sempre dal mondo.

Questa é una finestra privilegiata sulla Cordillera Real” mi dice padre Antonio con orgoglio. In effetti a guardare fuori dalla missione che dirige da oramai oltre dieci anni, si possono contare tutte le cime piú note delle Ande boliviane: Illampu, Condodiri, Huayna Potosí. Qui padre Antonio, grazie alla sua passione per la montagna e ai tanti amici alpinisti italiani, ha costruito la palestra di roccia all’aperto piú grande della Bolivia. Da questo anno ha iniziato una scuola professionale di Guide Andine e Operatori di Turismo d’Altura, nella speranza che un giorno questa montagna bellissima possa dare lavoro ai giovani del luogo. “Oggi andiamo a fare un trekking alla scoperta delle pitture rupestri e della iglesia perdita!”.

La salita non é molto impegnativa, rocce e pascoli si alternano con la consueta irregolaritá andina. Dopo due chilometri sul fianco Nord della montagna si apre una grotta. C’é un cancello con lucchetto messo lí da qualche universitá per proteggerne il tesoro, ma noi abbiamo la chiave. La cavitá é piccola ma piena di figure diverse: lama, cacciatori, danzatori, serpenti e una chiesa. “Alcune di queste pitture hanno oltre duemila anni, sono simili a quelle di Tiwanaku. Altre come la chiesa e la croce testimoniano che questo luogo é stato utilizzato fin in tempi recenti”.

La grotta si trova alla base di un cammino che porta a un monte sacro dalla cui cima si possono vedere i due epicentri della cultura altoplanica: il lago Titicaca e la Cordillera. Da sempre luogo di culto e sacrifici con altari in pietra ancora visibili, quando gli spagnoli arrivarono vollero subito costruirci una chiesa. Saliamo ancora fino a circa 4300 metri e lí, come di improvviso, ai piedi di una parete di roccia rossa, sputano le rovine. Il suono di quel che resta del pavimento rivela un vuoto sotto ancora inesplorato. La curiositá é tanta ma il rischio di piú.

Da questo punto privilegiato, tra rovine di una chiesa dimenticata e di una cultura ancor piú antica, lasciamo spaziare lo sguardo libero fino all’infinito prima di iniziare la discesa per tornare a Penas.