Mizque

23-05-2017

Posted from Mizque, Cochabamba Department, Bolivia.

P

Il cimitero di Mizque è ben curato come il resto del paese / Mizque cementery is well cared as well as the rest of town

 

Arriviamo a Mizque che è quasi notte. Il Bus Carril (link) ha impiegato quasi dieci ore per percorrere i 150 kilometri che ora ci separano da Cochabamba. Ma la piacevole aria calda di una sera di fine estate ci racconta che siamo nel posto giusto.

Mizque è una tranquilla cittadina che giace sul fondo di una valle a duemila metri sul versante orientale delle Ande. Tutto intorno il paesaggio è arido e dominato da cactus, ma sulle rive del l’omonimo rio dominano alberi e campi. Un interessante sistema di canali d’irrigazione permette di coltivare tutta la valle con mais, riso, cipolle, pomodori e ogni genere di ortaggi. Le vie mantengono un certo stile coloniale e la bella piazza centrale invita a sedersi a vedere le donne passare con le loro tipiche gonne corte e gli ombrelli per pararsi dal sole. L’alto campanile della chiesa domina la città e la valle intera, segnalando a tutti la presenza dell’uomo e di Dio.

“Era ancora più alto una volta, non importa quello che dicono, io me lo ricordo. Io ero qui quando successe”. E’ la signorina Maria, una leggenda di novantadue anni originaria del Lago di Garda che dal ’65 opera a Mizque come infermiera. La chiamano così perchè non si è mai voluta sposare. “Prima era diverso sai, il dottore veniva una volta alla settimana e per il resto dei giorni il dottore ero io“. Ci hanno detto di cercarla nella sua posta medica anni ’70 dove la troviamo a offrire ancora il suo aiuto a chi ne ha bisogno. La accompagna sua nipote che da una ventina di anni l’ha raggiunta dall’Italia.

La città venne praticamente distrutta da un terremoto nel 1998. Simbolo della ricostruzione è la chiesa, anche se la signorina Maria assicura che il campanile originario fosse più alto. Con loro passiamo un pomeriggio intero, che fortuna sentirsi raccontare Mizque da testimoni così privilegiati. “Qui la gente è tranquilla, però c’è da fare attenzione. Nascoste in mezzo ai campi di mais sono coltivate tonnellate di marjuana. Negli ultimi anni il suo commercio è cresciuto tantissimo.” In effetti Linda ed io notiamo una strana attitudine molto rilassata della gente che forse non dipende solo dal sole potente delle valli…

Ci fermiamo a Mizque quattro giorni, probabilmente molto di più di quanto qualsiasi turista abbia mai fatto. Ci riposiamo e facciamo il pieno di caldo prima di tornare nell’altopiano boliviano. Lascieremo la città a riposare sul suo fiume con il campanile nuovo e la signorina Maria, un pezzo d’Italia passata che resiste ancora nascosta tra le valli boliviane.