LA PAZ

03-01-2015

Posted from Nuestra Señora de La Paz, La Paz Department, Bolivia.

Il Palazzo del Governo si affaccia su Plaza Murillo, centro amministrativo della città. Accanto sorgono il Palazzo Presidenziale (Quemado) e la Cattedrale

Il Palazzo del Governo si affaccia su Plaza Murillo, centro amministrativo della città. Accanto sorgono il Palazzo Presidenziale (Quemado) e la Cattedrale

Chi lo sapeva che il suo nome è una abbreviazione di Ciudad de Nuestra Señora de la Paz (Città della Nostra Signora della Pace)? Io no. Così gli spagnoli nel 1548 chiamarono questo villaggio di minatori a 3660 mt sul fondo di un canyon. Oggi quel pueblo è la capitale della Repubblica di Bolivia, conta un milione e mezzo di abitanti ed è un città incredibilmente intrigante.

Da questo buco nella terra esce tutta la meraviglia culturale boliviana fatta di contraddizioni, storie vissute, continuo cambiamento. Come tutte le grandi città dei paesi “in via di sviluppo” (solamente?) La Paz mostra facce differenti. La ricchezza aumenta dall’alto verso il basso in una città che conta un dislivello di quasi mille metri. Sul ciglio del canyon cresce a un tasso del 6% annuo El Alto, periferia con 650000 abitanti. Qui è dove arrivano tutti i campesinos Aymarà dagli altopiani e abusivamente costruiscono case e palazzi. Il traffico è terribile, lo smog e la criminalità anche.

Sul fondo del canyon c’è il cuore pulsante della città con il centro viejo, piazza San Francisco, il Paseo del Prado e i palazzi istituzionali. Quello presidenziale è chiamato Palacio Quemado (bruciato) per via nei numerosi incendi che l’hanno devastato a testimonianza del carattere…focoso del popolo boliviano! Scendendo ancora dove il canyon si apre in una valle, a trentaquattro minuti di cabinovia da El Alto, c’è la Zona Sur più ricca e moderna.

Tutto è mercato a La Paz, dalle bancarelle della citta vieja ai grandi affari delle compagnie minerarie nei grandi palazzi. Nel quartiere della stregoneria si possono trovare rimedi tradizionali amuleti e feti di lama. Davanti alla chiesa bianca di El Alto schiere di curanderos (guaritori) dispensano consigli e profezie a pagamento in un sincretismo religioso che non ha eguali. Purtroppo anche i mercati neri prolificano. La Bolivia ha recentemente strappato il primato mondiale di produzione di cocaina alla Colombia e in La Paz c’è una strada dove si possono ordinare organi umani per i trapianti illegali. Il numero di sparizioni di bambini è impressionantemente alto nonostante la timida lotta del governo.

Scorre comunque energia positiva a La Paz. Il presidente Evo Morales, in carica dal 2005, è il primo presidente nativo e gode dell’appoggio quasi totale del suo pueblo. Da quando è stato eletto ha dato una decisa svolta socialista al paese nazionalizzando le riserve di gas e le terre dei grandi coltivatori. Ma le sue politiche ridistributive stanno mettendo a dura prova le casse dello stato e per i prossimi anni è previsto un periodo di crisi. Inoltre sono sempre più insistenti le voci che lo accusano di complicità con i poteri forti e corruzione (lui stesso era coltivatore di coca). Attenzione Evo, chissà che l’appellativo Quemado per il palazzo presidenziale non debba essere riconfermato.