LA BIANCA SUCRE

11-01-2015

Posted from Sucre, Chuquisaca Department, Bolivia.

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Strada di Sucre

 

Dopo una sosta tecnica di un paio di giorni in più a Potosì causa la classica diarrea del viaggiatore (sciorta per i medici), si riparte! Tre ore di discesa in un pullman scassettato per scendere dai 4000 ai 2700 mt di Sucre, la città bianca.

Da molti considerata il centro più bello della Bolivia, patrimonio mondiale Unesco, è il cuore costituzionale della nazione. Qui fu proclamata l’indipendenza nel 1925 e redatta la Costituzione. È davvero suggestiva Sucre, con il migliore esempio di architettura coloniale che si può trovare nel paese e i sui edifici bianchissimi. La sua importanza istituzionale è sottolineata dagli imponenti edifici governativi e amministrativi che ancora dominano le piazze racchiuse tra le casette dai tetti marroni.

Città universitaria e da sempre acculturata, Sucre è il centro progressista del paese. Insieme a Santa Cruz dove si concentrano i ricchi del paese, sono le aree di opposizione al presidente Evo Morales, socialista e vicino agli indigeni. Le sue modifiche alla Costituzione per poter essere rieletto e le sue propagande dai toni forse un po’ esagerati fanno pensare molti a un inizio di dittatura. Le manifestazioni per le strade sono sempre più frequenti e i conti in rosso dello Stato fanno presagire a un 2016 caldo qui a Sucre.

Passeggiando per il comunque tranquillo centro si percepisce il carattere signorile degli abitanti di questa cittadina. Luis Caballero è insegnante di educazione fisica in pensione. Diplomato a La Paz, ha due figlie all’estero casate con un Italiano di Brunico e un belga. È andato a trovarle entrambe e dice ”l’Europa mi gusta mucho, muy ordinata. Me abre la mente”. Passa la pensione fabbricando modellini di imbarcazioni storiche che spedisce in tutto il mondo. “Così non invecchio” dice dall’alto dei suoi 78 anni portati benissimo. Ha anche un sito web se non ci credete http://www.barcosymosaicos.com Provare per credere!