HUATA

12-01-2017

Posted from La Paz Department, Bolivia.

I campesinos tornano alla proprie case dopo una dura giornata di lavoro nei campi ai piedi della croce di Santiago de Huata / Farmers going back home after a hard day in the fields. The Cross of Santiago on the background

I campesinos tornano alle case dopo una dura giornata di lavoro nei campi ai piedi della croce di Santiago de Huata / Farmers going back home after a hard day in the fields. The Cross of Santiago on the background

 

“Tra le acque”, questo significa Huata in lingua Aymara. Un lembo di terra alla cui estremità, affacciato verso l’Isola del Sol, il brulicante stretto di Tiquina garantisce il collegamento tra Perù e Bolivia, tra Copacabana e La Paz.

Huata è in effetti una penisola compresa tra le due metà del Titicaca, il Lago Maggiore e il Minore. Valli verdi e monti asciutti che dai 3810 metri del lago si innalzano fino ai 4500. Da sempre è terra di agricoltura, piccolo commercio e un po’ di allevamento. La produzione qui è scarsa e la vita faticosa. Il lago però fornisce un vantaggio rispetto al resto dell’altopiano, garantendo un minimo di pesca e irrigazione durante la lunga stagione secca da Aprile a Novembre.

I padroni indiscussi del bacino sud del Titicaca sono gli Aymara. Succeduti nel 1000 dc circa alla grande cultura di Tiwanaku, famoso sito archeologico sulle sponde del Lago Minore, questo popolo condivide gran parte della Cosmologia Andina con le divinità di Sole, Luna e la Pachamama, la madre terra. Nei secoli hanno resistito alla conquista culturale degli Inca prima e degli spagnoli dopo, conservando ancora I loro tratti culturali più forti.

La Parrocchia di Santiago di Huata, dove Linda ed io viviamo e lavoriamo, si estende per 70×40 km a nord della penisola con 25000 abitanti. Molto popolosa se si pensa che la Bolivia è grande quasi quattro volte l’Italia ma ne conta solo 10 milioni, un sesto dell’Italia! 52 comunità che ancora si auto governano cercando non perdere I loro riferimenti mentre là fuori il paese cambia e cresce.

A Huata gli Aymara mostrano la loro faccia più dura, quella di un popolo chiuso e silenzioso, nei secoli scavata dall’asprità dell’altopiano e da un clima mai troppo generoso. Però quando il sole esce a scaldare la pelle e colorare di verde le valli, anche I cuori si aprono e un sorriso appare tra le ruge degli Aymara. Io l’ho visto, io c’ero.

 

“In between waters”, this is what Huata means in Aymara. A wide stream of land with the Stretch of Tiquina to cross at the very end, the only way between Copacabana and La Paz, Perù and Bolivia.

Huata it’s a peninsula in between the two half of Titicaca, Lake Major and Lake Minor in the South. Picks get up to 15000 feet here. This land is dedicated mainly to agriculture, with some animals to grow and small businesses. Production it’s pretty low due to the hard conditions in the highlands. Anyway Titicaca it’s always been a huge help for the people living in Huata, giving some fish and water during the dry season Apr-Nov.

The Aymara culture it’s the one that better represents people living on the south side of Titicaca. Coming after the better known Tiwanaku culture, the Aymaras share the majority of the Ande’s Cosmology: they have Gods of Sun, Moon and Pachamama, the mother Earth.

The area covered by the Church of Santiago de Huata, where Linda and I we are living and working this year, it’s 40×20 miles and it counts 25000 people. That’s a lot compared with the rest of Bolivia, a state large four times Italy but with just 10 millions people living in it! Life in the highlands or down in the tropical forest it’s not that easy…

In Huata the Aymara people show their roughest faces. They are closed and silent people, forged by centuries of living in the highlands where the weather is not so clement. Anyway when the sun comes out on the river of Titicaca, it warms up skins and hearts and a smile appears also on the Aymara face. I can promise you, I was there when happened.