ERNESTITO GUEVARA

02-02-2016

Posted from Alta Gracia, Cordoba, Argentina.

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In Argentina nasce Ernesto Guevera. Noi siamo andati dove lui visse per ben undici anni, in via Avellanida 501 ad Alta Gracia, dove oggi c’è un museo che lo racconta.

Ernesto nasce a Rosario ma la famiglia si trasferisce subito a Buenos Aires. Crescendo il bambino comincia a mostrare problemi respiratori seri e così decidono di spostarsi ad Alta Gracia, nelle colline alle spalle di Cordoba, nota per il clima arido e salutare. Qui rimarrano fino a che Ernesto non compirà quattordici anni. Furono anni fertili in cui il bambino apprese lo spirito critico dal padre e l’amore per gli altri dalla madre. Conobbe la differenza (o la non differenza) tra ricchi e poveri, evidente in una cittadina di campagna dove tutti andavano alla unica scuola pubblica esistente. Sperimentò l’avventura nel discoprire i dintorni selvaggi della Sierra Cordobese, l’amore per la lettura e imparò a convivere con l’asma.

Il museo che dal 2001 sorge in quella che fu l’abitazione dei Guevara, racconta di quando Ernestito non era ancora il Che. Tramite testimonianze di compagni di scuole e tate si cerca di ricostruire la formazione dell’uomo che c’era dietro il rivoluzionario. Nel ripercorrere le tappe del Che pubblico mi sono reso conto di quanto storicamente egli fu l’uomo giusto nel posto giusto al momento giusto. A Cuba riuscì a compiere la rivoluzione perchè ce n’erano le condizioni. Quando provò a fare lo stesso in Congo i conflitti interni tra le tribù furono più forti della voglia di unirsi e combattere. Quello era il posto sbagliato. In Bolivia, avendo avuto tempo di maturare la rivoluzione cubana, il Partito Comunista boliviano decise di non appoggiarlo. Quello era il tempo sbagliato. Tutti noi possiamo avere un posto nella storia ma uno soltanto.

A trasformare Ernesito nel Che contribuirono anche i tanti viaggi giovanili attraverso il continente. É stato a tratti commovente vedere come nel suo terzo grande viaggio avesse seguito una rotta Buenos Aires-Lima che corrisponde quasi perfettamente a quella che abbiamo seguito noi in direzione opposta. Questo ha come reso il nostro viaggio improvvisamente più sensato, giustificato. Chissà che non si torni un pizzico più rivoluzionari di quando siamo partiti.