Carnaval de Oruro!

03-03-2017

Posted from Oruro, Oruro Department, Bolivia.

Inca. Le radici del popolo boliviano sono rappresentate nei costumi indigeni/ Inca. The roots of the indigenes are represented by the Incas

Inca. Le radici del popolo boliviano sono rappresentate nei costumi indigeni/ Inca. The roots of the indigenes are represented by the Incas (english at the bottom)

 

Dicono che il Carnevale di Oruro in Bolivia sia secondo solo a quello di Rio. Non so se sia vero, ma sicuramente quaranta ore di sfilata continua sono uno spettacolo difficilmente superabile.

La domenica mattina del 26 Febbraio la musica della banda in lontananza ci sveglia dal duro sonno sul letto del seminario di Oruro. E’ impossibile trovare una camera per il carnevale, hotel e ostelli sono pieni da mesi. Sono le sette e la sfilata è già iniziata. In realtà quasi non è mai terminata, dalle otto del mattino del sabato è andata avanti tutto il giorno fino a notte fonda per poi continuare la mattina seguente. Terminerà solo a notte fonda del socondo giorno, quaranta ore di sfilata quasi in continuo.

Il Carnival de Oruro ha radici antichissime. C’è chi dice che esistesse già prima dell’arrivo degli spagnoli, ma ovviamente questa tradizione è legata come nel resto del mondo cristiano all’ultima grande festa prima del periodo di digiuno della Quaresima. Tutto è accettato nel carnevale, ci si pone una maschera per trascendere dal nostro essere quotidiano e si ribaltano le regole. Il povero canzona il ricco, il bambino l’adulto.

A Oruro si mettono in scena diverse storie. La Morenada racconta degli schiavi neri importanti in grande numero in tutto il Sud America per lavorare nei campi e nelle miniere. La Diablada celebra la vittoria degli angeli sul diavolo, a volte rappresentato come nell’iconografia cristiana classica e a volte da spiriti maligni della cosmologia andina. E’ sempre il bene a vincere sul male. L’intera festa è dedicata alla Virgen del Sovacon, protettrice della città e di tutti i minatori. La devozione è tanta che tutti i partecipanti al termine della sfilata percorrono sulle ginocchia il sagrato della cattedrale fin sotto l’immagine della Madonna dove riceveranno la benedizione. E’ incredibile come una festa per certi versi così dissacrante abbia radici di fede così profonde.

“Vedi quei costumi in prima fila, ognuno costa almeno cinquecento dollari” mi dice Marcelo, nostro amico e profondo conoscitore del carnevale. “E se vuoi partecipare devi pagare fino a duemila dollari per i ruoli più prestigiosi”. Faccio un rapido calcolo allora. A sfilare sono circa cinquanta gruppi, ognuno con una storia, con una media di oltre duecento persone a gruppo. Probabilmente in questi due giorni sfileranno più di quindicimila persone. I soldi che girano sono davvero molti. “Ballare è un voto alla madonna, una volta fatto devi osservarlo per minimo tre anni”. Sarà anche un atto di fede, ma a giudicare dall’alcol che gira prima, durante e dopo la sfilata c’è del pagano in tutto questo. Sfilanti e spettatori si fanno trascinare dai festeggiamenti fino a finire completamente ubriachi nella notte. Il carnevale è forte in tutto il paese, tanto che il lunedì e il martedì dopo le celebrazioni sono giorni festivi.

La domenica sera siamo di ritorno a La Paz e poi Santiago de Huata. Nelle orecchie ancora rimbombano le ridondanti note delle bande, negli occhi gli sfarzi dei costumi colorano la notte. Il carnevale è davvero una festa folle dove tutto si ribalta. Anche il duro popolo dell’altopiano boliviano in questi giorni tira fuori una vitalità e un colore inaspettato. Carnival de Oruro, altamente raccomandato.

They say the Carnival in Oruro is the second biggest in the world after Rio. I can’t tell if it’s true, but more than forty hours dancing and parading it’s a lot for sure!

It was Sunday early morning when we got woke up by the music of the street band from the distance. The only place we found to spend the night was the seminary, all the hotels were fully booked by months. “Have them gone on all night long?!!”. The parade starts the morning of Saturday and it ends Sunday night basically with no stop. A forty hours parade.

The Oruro Carnival goes back in time. People in town they say it is an old rite but of course it was imported by the Spanish as a christian tradition. Like any carnival in the world it celebrates the last days before the long Lint. Rules are moved upside down during carnival, poor make jokes of the rich, kids of the adults.

In Oruro many different stories are being told in the parade. The Diablada acts the victory of the Gabriel the Archangel over the devils, the Morenada shows the slaves dancing behind the lords. Smell of alcohol and hormones it’s everywhere in town. The entire fest is dedicated to the Virgin of Socavon, the saver of the miners. Dancing it’s like a vote, dancers dance just for her. This sense of devotion is so strong that at the end of the parade everyone walks over his knees across the cathedral all the way to the Mother of Christ. It’s incredible how such a pagan party can come along with a deep faith.

“Look at those costumes ahead, the nicest can cost up to five hundreds dollars. If you want to parade in front you need to pay a couple of thousands”. This is Marcelo, our friends and carnival expert. In two days more than fifteen thousands people are parading, it means that there’s a lot of money involved.

Sunday evening we are backing to Santiago de Huata. Ears are still noising by drums and trumpets of the street bands. Carnival it’s really crazy, it showed us an unexpected colored side of the usually harsh people of the highlands. Highly recommended to go there!