Bolivar

23-11-2017

Posted from Cochabamba Department, Bolivia.

FabioMarzi-_MG_5572

Bolivar è una terra arida a 4000 metri tra le Ande. La vita qui è una lotta continua per strappare alla natura ingenerosa un poco di cibo

La squadra di calcio della città di La Paz é il Bolivar, che é anche il nome dell’eroe della indipendenza boliviana nonché di una delle più grandi imprese di autobus del paese. Ma è anche un piccolo pueblo di poche centinaia di persone sperduto tra le aride Ande del centro.

La città più vicina a Bolivar è Oruro, 70 km di sterrato che fino a fine degli anni ’80, quando venne aperta la strada, si percorrevano a dorso di mulo in un paio di giorni. Cochabamba invece, a Est, dista 120 km, ma la strada non è così buona. In questo angolo di Ande cresce un paesello che per quanto piccolo e malandato si è trovato capitale di una delle province più disabitate e povere del paese. Non c’è niente a Bolivar, neanche l’acqua per irrigare quella polvere che chiamano terra da coltivare. Le piogge ogni anno tardano sempre più e ed difficile far crescere anche solo le patate che rappresentano più del 50% della dieta. Qualche pecora o capra bruca i cespugli stando attente a evitare i cactus.

Qui da dieci anni vive Padre Paolo, missionario dell’Operazione Mato Grosso. Da tempo la parrocchia era abbandonata, lui si è fatto carico di recuperarla e continuare quella opera missionaria di frontiera che tanto caratterizza la OMG. La missione ha ripreso forza e adesso conta una scuola di falegnameria per mobili di lusso venduti in tutto il pease e una di lavorazione di tessuti per mujeres. “Abbiamo fatto bene finora, tra le due scuole avevamo fino a 80 ragazzi. Adesso però tutto è più difficile, i giovani non vogliono studiare per apprendere un mestiere. In città si trovano lavori facili e ben pagati e nelle yungas si guadagna bene nelle piantagioni di coca”. La scuola di tessuti ha dovuto chiudere perché le poche ragazze rimaste sono state riprese dalle famiglie per aiutare alle madri in casa. “Anche la falegnameria ha oramai troppi pochi studenti per rimanere aperta”.

La vita cambia, il paese cresce e chissà che anche la missione non debba fare i conti con la modernità. Il progresso investe questi luoghi isolati a volte con forza inaudita. Porta via i ragazzi dalle famiglie e importa valori da cui è difficile difendersi se si cresciuti come contadini. “Internet è arrivato qui per la prima volta nel 2014. È stata una tale rivoluzione che i ragazzi oggi giocano a calcio mentre guardano il cellulare! Li vedo io!!” dice Padre Paolo tra il divertito e il preoccupato. “E non ci sono neanche i ragazzi per fare due squadre!”.

Mentre ascolto il suo racconto, miro tra la polvere delle valli spiccare il verde acceso del campo di calcio sintetico professionale, marchio inconfondibile della politica di progresso di Evo Morales.

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