Battallas

20-10-2017

Posted from Batallas, La Paz Department, Bolivia.

La classe di parrucchiera ed estetista è molto gettonata anche grazie alla brava professoressa che vi insegna

La classe di parrucchiera ed estetista è molto gettonata anche grazie alla brava professoressa che vi insegna

 

Il 20 di Ottobre viene inaugurata la sezione produttiva del CEA di Battallas, il Centro di Educazione Alternativa. A capo di tutto e tutti da tre anni c’è Simona, una milanese trapiantata in Bolivia.

“Pronto Sexy?! Farà un po’ male ma poi passa”. Sexy è il soprannome con cui Simona chiama Serafio, un signore di settant’anni descapacidado. Da cinquanta combatte con una ferita provocata da un toro che lo ha incornato. Gli ha strappato completamente la pelle su entrambe le gambe dal ginocchio in giù e per mancanza di cure adeguate da allora non guarisce e non cammina. Simona lo va a trovare tutte le settimane per cambiare la fasciatura e disinfettare la ferita. “Da quando abbiamo iniziato è migliorato molto, lui è contento e mi vuole bene”. Simona non è ne medico ne infermiera ma in Bolivia ha dovuto apprendere a essere molte cose che non è.

Per esempio direttrice del Centro di Educazione Alternativa in Battalas. La scuola tecnica fu fondata nel 1985 da suore missionarie e da allora ha insegnato a migliaia di ragazzi e adulti che non hanno avuto l’opportunità di studiare. Dopo mille difficoltà e a causa dell’età oramai avanzata delle suore, nel 2012 il centro chiuse. La Parrocchia di Santiago de Huata con il Padre Leonardo Giannelli si prese a cuore il progetto e lo portò avanti e oggi il CEA ha una nuova direttrice e circa duecento studenti.

“Va abbastanza bene, la maggior parte dei professori è affidabile e gli studenti seguono i corsi con costanza. Chi si diploma da noi ha buone possibilità di trovare lavoro una volta uscito”. Simona si aggira con sicurezza tra le aule della scuola, una battuta pronta per tutti quelli che incrocia. “I corsi più gettonati sono quelli di sartoria, parrucchiera e contabilità. Poi ci sono gastronomia, computer e umanistica”. Ma il corso che più mi stupisce è dattilografia, sembra impossibile che ci si debba ancora diplomare nell’uso della macchina da scrivere. “Vogliamo fare dei lavori per ampliare gli spazi e ci mancano macchinari. Vogliamo anche fare dei progetti con i diversamente abili e ritardati mentali ma non é facile. Le famiglie si vergognano a farli uscire e comunque non riescono a raggiungere la scuola perché i mezzi pubblici non li caricano”.

Simona però nunca dispera. “Le difficoltà fanno parte del gioco, altrimenti non ci sarebbe bisogno di progetti missionari!”. Con questa inaugurazione oggi Battallas e il CEA hanno trovato nuova forza e speranza per il futuro. Forza Simo!