AYACUCHO

05-12-2015

Posted from Ayacucho, Ayacucho, Peru.

Ayacucho 05-12-2015

Ayacucho é incantevole, da mettere assolutamente nella lista delle città da visitare in Perù. “La pequeña Cusco” viene chiamata. Peccato che sia abbastanza complicata da raggiungere, anche se oggi i collegamenti sono assai migliori che in passato. Basti pensare che la prima strada asfaltata a raggiungere Ayacucho è arrivata nel 1999 e che la via che la collegava a Cusco e Lima era una strada sterrata talmente stretta che si doveva percorrerla nei due sensi a giorni alterni. Un giorno si saliva, il seguente si scendeva.

Questo isolamento ha permesso ad Ayacucho di conservare un fascino tutto speciale. Le vie del centro storico, piuttosto grande, e la bellissima Plaza Mayor mostrano il meglio dell’architettura coloniale. Le chiese sono più di trenta e tutte molto impressionanti. La gente ha conservato un’autenticità e una genuinità che si sposano con un orgoglioso senso di appartenenza alla comunità. Ma sopratutto Ayacucho é la culla, la cassaforte dove é sopravvissuto uno dei due dialetti Quechua più importanti e diffusi, il Chanka. Quechua è la famiglia linguistica dei popoli nativi andini, parlata con le dovute differenze locali dall’Ecuador all’Argentina settentrionale. Era la lingua degli Inca, che ne parlavano una forma, e oggi sopravvive nelle regioni più rurali delle Ande. Fu addirittura bandita dal governo spagnolo alla fine del XVIII secolo ma oggi si comincia a riconoscerne il valore culturale e identitario. Da pochi anni in Perù viene nuovamente insegnata nelle scuole per i giovani che oramai non la parlano più. Gli anziani invece qui ad Ayacucho la usano quotidianamente e sentirla parlare al telefonino, con il suo suono così ancestrale e remoto ai nostri orecchi europei, vi assicuro crea un contrasto emozionante.

Questo forte senso di identità proprio della gente di Ayacucho permette loro di accogliere lo straniero con sicurezza. Qui ti senti subito ben venuto. La famiglia Montero è numerosa, la nonna Emilia ha dato al mondo nove figli. Li ha educati bene, oggi hanno tutti un lavoro e sono nati numerosi nipoti: Roger, Diego, Roque, Camilla, Ruth. Ci hanno invitato a cena e dato così ufficialmente il ben venuto nel mondo Quechua.