Año Nuevo Aymara

21-06-2017

Posted from La Paz Department, Bolivia.

imageSono le 7:12 del 21 Giugno 2017 e in questo preciso istante il sole sorge potente dietro il profilo dell’Illampu. Un silenzio raro cala sull’altopiano boliviano. Tutti alzano le mani al cielo, il palmo rivolto al sole, per salutare il nuovo Año Aymara.

Secondo il Calendario Andino siamo entrati nell’anno 5525. Il ciclo annuale inizia e termina al solstizio d’inverno ed è composto da dodici mesi solari di trenta o trentuno giorni e tredici lunari di ventiotto. Come il nostro. Intere costruzioni e templi erano dedicati agli astri per studiarne la posizione e scadnire il tempo, pietre fisse a terra per controllare i movimenti di un cielo che gira. In tutte le culture del Sud America, dove la natura ha conservato un’importanza centrale fino ad oggi, il Sole come la Luna erano elevati a divinità. Segnavano i tempi dell’agricultura ma anche dei riti e delle guerre. Ancora oggi qui nell’altopiano boliviano è evidente come i contadini aspettino la luna giusta per seminare o raccogliere.

Saliamo al monte sagrado Q’apiki che fa ancora buio. Una fila interminabile di lucine risalgono le pendici del monte, le comunità che da tutti i lati ascendono per il rito. Quando arriviamo alla cima, 4300 metri errotti, già oltre cinquecento persone stanno aspettando nell’aria gelida dell’alba protetti dal loro poncho tipico. Hanno trasportato a piedi fin lì tampuri, legna per i fuochi, coca, bibite e cibo a volontà, si parla e ci si saluta in una atmosfera tra il sacro e la festa. “Gringo! Gringo!” mi gridano per invitarmi a compartire, penso che nessun “bianco” abbia mai partecipato qui a Huata. Quando il chiarore dietro l’orizzonte si fa più forte le voci tacciono e le faccie si rivolgono ad Est. L’attesa è breve ma carica di emozione. Finalmente il sole appare prepotente spingendo i suoi raggi fin dove il profilo della Cordillera Real gli acconsente. Le mani si alzano al cielo, i palmi rivolti al sole per salutarlo e prenderne l’energia nuova. Interminabili momenti di gioia. Piano piano i tamburi iniziano a toccare, i vestiti dei danzatori a girare mentre i fuochi alzano le fiamme al cielo. L’anno nuovo è iniziato e deve essere accolto nel migliore dei modi perchè sia propizio. Che la festa abbia inizio!

Per gli Aymara l’anno nuovo è denso di significato, è occasione di rinascita. Ci si deve lasciare alle spalle il vecchio e aprirsi al nuovo. La rinuncia a qualcosa di caro a cui teniamo molto così marca questo passaggio. A me hanno suggerito di tagliare la barba per rinascere più giovane, ma per quanto il fine mi stuzzichi ho deciso di tenermi questo addobbo che con cura faccio crescere da sei mesi. Ho cercato però qualcosa che potessi lasciarmi indietro e ho pensato che non doveva essere per forza qualcosa di materiale. Quando il sole ha illuminato le mie mani l’ho lasciato alle spalle e sono rinato, più leggero e un po’ più Aymara.